IMPRESA

Vi sono senz’altro due sistemi che inducono ad un approccio scientifico e sistemico per l’identificazione dei pericoli e la valutazione e controllo dei rischi connessi a tutte le attività d’impresa. Corretta gestione dei lavoratori e del proprio personale in generale, dei crediti aziendali (deteriorabili con il passare del tempo se non supportati da azioni tempestive ed incisive), attenzione alla contrattualistica non solo quale fonte di obbligazioni ma anche come modalità di prevenzione dei contenziosi giudiziali. Tematica recente, poi, la corretta gestione dei dati personali e delle informazioni quale patrimonio aziendale nell’ambito delle regole sempre più stringenti a seguito della pubblicazione del noto Regolamento Europeo 2016/679.

A tali buone pratiche se ne aggiungono altre oggetto oltretutto di possibile codificazione. Si pensi ad esempio al D.Lgs. 231/2001 quale responsabilità per “colpa in organizzazione”, al punto che imprese ed enti possono essere chiamati a rispondere in sede penale per taluni reati salvo dimostrare di aver adottato ed attuato un Modello di Organizzazione e Gestione idoneo a prevenire tali tipologie di illeciti nonchè di aver nominato un Organismo di Vigilanza autonomo con il compito di verificarne la concreta attuazione all’interno della realtà societaria.

Si affianca poi il D.Lgs 81 del 2008 (c.d. Testo Unico Sulla Sicurezza Sul Lavoro) il quale prevede anch’esso la possibilità di attuale un modello organizzativo e gestionale a sostegno della politica aziendale per la salute e sicurezza dei lavoratori. Tale modello (m.o.g.) deve però avere le caratteristiche per assurgere ad esimente in ordine alla responsabilità amministrativa dell’ente per i delitti di omicidio e di lesioni colpose.