La mancata presentazione del DURC legittima il committente a sospendere i pagamenti

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Cassazione Civile, Ordinanza 4079 del 09/02/2022

E’ possibile per il committente sospendere i pagamenti, a fronte di un DURC mai consegnato dall’appaltatore? La risposta della Cassazione sembrerebbe affermativa.

La vicenda trae origine da un contenzioso sorto tra un condominio (committente) e una impresa di pulizie (appaltatrice) la quale reclamava il pagamento di circa € 10.000 a fronte di prestazioni regolarmente svolte. Dal canto suo il committente eccepiva invece la nullità del contratto in quanto mai consegnato dal prestatore il cd. DURC. Ciò avrebbe giustappunto legittimato la sospensione dei pagamenti.

Anticipiamo sin d’ora che il committente ha avuto ragione in tutti e tre i gradi di giudizio, ritenendo i Giudici legittima la sospensione del corrispettivo in applicazione dell’articolo 1460 c.c. (non è stata ritenuto infatti più sussistente l’equilibrio contrattuale sinallagmatico) e la successiva revoca del Decreto Ingiuntivo.

Il concetto è, che pur avendo l’appaltatore regolarmente svolto la propria prestazione, egli aveva comunque esposto il committente al rischio delle conseguenze di cui all’articolo 29 del D.Lgs 276/2002.

Tale articolo prevede infatti, al comma 2, quanto segue: In caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell’inadempimento.

Il rischio, nel caso specifico, si era anche poi concretizzato in quanto veniva effettivamente elevato un verbale di accertamento da parte dell’INPS notificato proprio al committente in ragione della solidarietà di legge. A maggior ragione, dunque, il Condominio ben avrebbe fatto a sospendere i pagamenti, in quanto onerato dall’utilizzare, in pratica, quei denari per corrispondere le partite contributive dell’appaltatore.

In conclusione, la Cassazione afferma senza mezzi termini che all’appalto di servizi oggetto di causa, sicuramente si può applicare la normativa sulla solidarietà degli importi dovuti per posizioni contributive e previdenziali dei dipendenti della appaltatrice. Da ciò deriverebbe un obbligo alla presentazione del DURC quale incentivo al corretto utilizzo dei contratti d’appalto, inducendo i committenti a selezionare imprenditori affidabili.

Il ragionamento dei Giudici è del tutto lineare e comprensibile nella consapevolezza però che un committente non dovrebbe comunque pretendere lo svolgimento della prestazione quando conscio dell’assenza del DURC o della irregolarità dello stesso, perché ciò non esimerebbe l’appaltatore poi dal richiedere al committente stesso il controvalore della prestazione resa, quantomeno secondo i canoni della azione generale di arricchimento, se effettivamente considerabile nullo il rapporto contrattuale.

Avv. Adriano Colomban

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