A quanto pare possono partecipare a gare pubbliche anche le società inattive

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Nell’ambito di una partecipazione ad una gara ad evidenza pubblica, una società, risultante però “inattiva” presso la Camera di Commercio, è risultata poi aggiudicataria dell’appalto.  Non sono tardate le lamentele della seconda classificata la quale evidentemente non riteneva la prima classificata fornita di una adeguata professionalità, coerentemente con le prestazioni richieste dall’appalto, proprio in ragione della documentata “inattività”.

Ovviamente la tesi della seconda classificata si è rilevata essere molto restrittiva, almeno secondo i Giudici del TAR milanese, in quanto in palese contrasto con il noto principio del favor partecipationis.

La questione attiene dunque ai cd. requisiti di partecipazione, con ciò dovendosi domandare se sia giusto o meno precludere la partecipazione (o magari l’aggiudicazione poi) ad una società di recente costituzione, in quanto soggetto imprenditoriale non operativo, oppure operativo da non molto tempo.

Il TAR non sembra avere dubbi: la partecipazione (cui può conseguire l’aggiudicazione) è assolutamente consentita.

Il ragionamento dei giudici parte dall’analisi della utilità sostanziale dell’iscrizione camerale di una società, ovvero quella di filtrare l’ingresso in gara dei soli concorrenti forniti della professionalità richiesta. Pertanto l’individuazione della tipologia d’azienda sarebbe legata unicamente all’attività prevalente documentata dall’iscrizione alla Camera di Commercio.

Secondo tale ragionamento poco importa che l’impresa sia operativa sul mercato da tempo, oppure sia impresa appena costituita (ma ancora inattiva).

La tesi, a facilitazione delle conclusioni dei Giudici, nel caso specifico trovava fondamento anche nella legge speciale di gara, e segnatamente nella previsione del disciplinare il quale, sul punto, non attribuiva alcun rilievo alla circostanza che la posizione dell’impresa iscritta presso la Camera di Commercio fosse attiva o meno.

A maggior conforto anche l’articolo 83 comma 1 lett. a) del codice dei contratti prevede la mera “iscrizione nel registro della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura o nel registro delle commissioni provinciali per l’artigianato, per attività inerenti l’appalto” senza specificare la necessità di contestuale esercizio d’attività ai fini partecipativi.

La Redazione

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