Appalti Pubblici e il rispetto dei minimi salariali retributivi: l’importanza della puntuale indicazione dei costi della manodopera.

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Il concorrente secondo classificato nell’ambito di una gara ad evidenza pubblica lamentava la correttezza dell’aggiudicazione alla prima classificata, in quanto la Amministrazione non avrebbe in realtà correttamente verificato se il costo della manodopera indicato dalla aggiudicataria fosse rispettoso dei minimi salariali retributivi.

Ricordiamo che i costi della manodopera sono fondamentali in quanto relativi al numero dei lavoratori impiegati per la prestazione dell’appalto, il cui costo deve essere certamente coerente ai fini della tenuta economica dell’offerta presentata dal concorrente.

Nel caso in commento effettivamente la Amministrazione in fase di gara aveva evidentemente ravvisato dubbi in merito agli importi comunicati dalla concorrente aggiudicataria richiedendo alla stessa delle giustificazioni e delle precisazioni. Tali giustificazioni, tuttavia, non riportavano affatto le modalità con cui l’aggiudicataria era giunta a determinare il costo da manodopera. A titolo esemplificativo non aveva ella indicato il numero di lavoratori impiegati, il livello di inquadramento, il tempo di impiego, il costo orario, nonché il monte ore stimato per l’esecuzione dell’appalto. La ricorrente seconda classificata lamentava dunque che solo per il tramite di tali parametri si sarebbe potuto determinare, e quindi giustificare, il costo della manodopera.

Il Tribunale Amministrativo investito della vicenda si è trovato dunque non tanto a dover verificare la congruità o meno del costo della manodopera così come indicato dalla concorrente aggiudicataria, quanto piuttosto a valutare se la verifica della Amministrazione fosse corretta sotto il profilo della istruttoria e della motivazione.

La concorrente, infatti, in sede di giustificazioni si era limitata ad affermare il rispetto del Contratto Nazionale di Lavoro applicato ai propri operai in riferimento alle condizioni di lavoro offerte.

Per i Giudici il complesso delle giustificazioni offerte dall’impresa aggiudicataria, e poi verificate dalla Amministrazione, non consentirebbe di apprezzare in concreto il costo da manodopera indicato, al fine di verificare, come previsto dall’art. 95, comma 10, del Codice Appalti, il rispetto dei parametri retributivi minimi.

In pratica per il Tribunale la verifica del costo della manodopera deve accertare che lo stesso sia congruo sulla base delle caratteristiche specifiche dell’impresa e dell’offerta, e pertanto la concorrente in sede di giustificazione dovrebbe fornire tutti gli elementi necessari e utili alla ricostruzione del costo.

Infine i Giudici hanno imposto alla Amministrazione di procedere ad una nuova valutazione della congruità del costo della manodopera, all’esito della quale dovrà la Stazione Appaltante decidere evidentemente se “confermare” l’affidamento alla prima classificata oppure no.

Sottovalutare l’importanza del costo della manodopera può significare, davvero, rimettere in discussione la procedura d’appalto e con essa la aggiudicazione.

Riferimenti: Tar Campania, Salerno, sez. I, 867/2021

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