L’aggiudicazione di un appalto con il ricorso al minor prezzo? È legittimo a condizione che…

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È noto che nel settore degli appalti il criterio della offerta economicamente più vantaggiosa corrisponda alla “regola generale” per l’aggiudicazione ma come tale essa è suscettibile di subire delle eccezioni a favore di criteri diversi, anch’essi ovviamente normativamente definiti.

In questa breve disamina tratteremo quello del minor prezzo, ai sensi dell’art. 95, comma 4, lett. b) del Codice dei contratti pubblici, il cui ricorso il Consiglio di Stato ha statuito essere pienamente legittimo in tutti quei casi in cui si tratti di servizi o forniture che presentino caratteristiche standardizzate o le cui condizioni siano definite dal mercato.

In un contenzioso definito con la pronuncia del 19 novembre 2020 n. 7182 il Giudice amministrativo di ultima istanza ha riconosciuto che l’aggiudicazione può avvenire a mezzo del criterio del minor prezzo laddove nelle gare pubbliche le forniture od i servizi posti richiesti presentino precisi ed inderogabili standard tecnici o contrattuali.

Il Collegio quindi “salva” la procedura negoziata indetta dalla stazione appaltante, e che prevedeva l’affidamento con il criterio del minor prezzo per il servizio di fornitura triennale di metano per autotrazione. Tale tipo di fornitura, ritiene il Consiglio di Stato, è caratterizzata dagli elementi che anche l’elaborazione pretoria ha individuato e che sono sostanzialmente riassumibili in precisi e inderogabili standard tecnici o contrattuali ovvero caratterizzati da elevata ripetitività e per i quali non vi sia quindi alcuna reale necessità di far luogo all’acquisizione di offerte differenziate (Cons. Stato, V, 20 gennaio 2020, n. 444; III, 13 marzo 2018, n. 1609; 2 maggio 2017, n. 2014).

Il Consiglio di Stato a fondamento della propria decisione richiama anche le linee guida Anac n. 2, approvate nel 2016 e aggiornate nel 2018, secondo cui: i “servizi e forniture con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato” sono quei servizi o forniture che, anche con riferimento alla prassi produttiva sviluppatasi nel mercato di riferimento, non sono modificabili su richiesta della stazione appaltante oppure che rispondono a determinate norme nazionali, europee o internazionali; “i servizi e le forniture caratterizzati da elevata ripetitività soddisfano esigenze generiche e ricorrenti, connesse alla normale operatività delle stazioni appaltanti, richiedendo approvvigionamenti frequenti al fine di assicurare la continuità della prestazione”; i benefici del confronto concorrenziale basato sul miglior rapporto qualità e prezzo in tali casi “sono nulli o ridotti”; tale ipotesi si rinviene anche laddove la stazione appaltante vanti “una lunga esperienza nell’acquisto di servizi o forniture a causa della ripetitività degli stessi”.

Infine, sempre per le linee guida Anac n. 2, l’adeguata motivazione del ricorso al criterio richiesta dall’art. 95, comma 5, del Codice dei contratti pubblici è finalizzata a evidenziare il ricorrere degli elementi alla base della scelta dello stesso e altresì a dimostrare “che attraverso il ricorso al minor prezzo non sia stato avvantaggiato un particolare fornitore, poiché ad esempio si sono considerate come standardizzate le caratteristiche del prodotto offerto dal singolo fornitore e non dall’insieme delle imprese presenti sul mercato”.

Nel caso di specie il Giudice di appello rinviene tali caratteristiche, confermando la decisione di primo grado che aveva rigettato l’impugnativa della partecipante non aggiudicataria, atteso che l’affidamento ha ad oggetto una fornitura caratterizzata da elevata ripetitività, e volta a soddisfare esigenze generiche e ricorrenti, connesse alla normale operatività della stazione appaltante. Accerta altresì che l’oggetto dell’affidamento si collochi in un mercato caratterizzato da ripetitività, standardizzazione e predeterminazione e che pertanto deve concludersi che la stazione appaltante abbia correttamente, dati i predetti presupposti di standardizzazione del mercato considerato, fatto ricorso al metodo del minor prezzo. Quest’ultimo infatti presenta per la stazione appaltante (qui resistente) l’indubbio vantaggio di ottenere il prodotto, costituente un fattore indispensabile allo svolgimento del servizio (si trattava di circolazione di mezzi pesanti) e di indubbia onerosità, al miglior prezzo possibile, ciò riflettendosi immediatamente sulla economicità ed efficienza dello stesso.

Nemmeno, sancisce il Consiglio di Stato, quanto sopra sarebbe superabile in ragione di un obbligo motivazionale circa la scelta del criterio di aggiudicazione. È sufficiente, precisa sempre il Giudice di appello, che le ragioni della scelta siano rinvenibili in re ipsa.

Laddove esse emergano sia dalla natura della fornitura che dal complessivo disposto della delibera, che evidenzi (in maniera corretta e ragionevole) gli oneri diretti e indiretti sopportati per la fornitura od il servizio, facendo escludere che essa possa essere finalizzata a favorire un determinato concorrente, il ricorso all’affidamento con il criterio del minor prezzo è del tutto legittimo.

Avv. Stefano Verità

Riferimenti normativi

Art. 125, lett. c 2) D.lgs. n. 50/2016

Art. 95, comma 4 D.lgs. n. 50/2016

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