Quando la violazione fiscale in materia di imposte, tasse e contributi previdenziali NON comporta l’esclusione dalla gara d’appalto.

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In generale un operatore economico è escluso dalla partecipazione a una procedura pubblica d’appalto se ha commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti.

Ma è davvero sempre così? Per rispondere a questa domanda analizziamo il punto di vista del TAR Veneto in una recentissima Sentenza.

La gara riguardava l’affidamento del servizio di manutenzione hardware e server del Comune di Bassano del Grappa. La prima in graduatoria veniva tuttavia esclusa dalla procedura in quanto alla verifica dei requisiti di partecipazione, risultavano in essere due cartelle esattoriali in capo alla società, rispettivamente riferibili agli anni di imposta 2017 (per € 64,92) e 2019 (per € 67.617,01).

L’aggiudicataria impugnava il provvedimento di esclusione sulla base delle seguenti considerazioni:

  • La cartella di pagamento recante il debito di € 64,92 riguardava interessi di mora correlati però ad un debito già corrisposto e comunque inferiore alla soglia dei 5.000 € prevista dall’articolo 80 comma 4 Codice Appalti.
  • Quanto alla cartella relativa al debito di € 67.617,01, la ricorrente assumeva aver presentato istanza e ottenuto la rateizzazione dell’importo in data precedente alla indizione della procedura d’appalto.

Il TAR Veneto ha accolto le doglianze della ricorrente affermando che per integrare la causa di esclusione qui in commento occorre sicuramente:

  1. una grave violazione, ovvero un debito con il Fisco di importo superiore a € 5.000,00,
  2. il debito deve essere certo, scaduto e definitivamente esigibile,
  3. la violazione fiscale deve essere accertata in maniera definitiva (da un punto di vista amministrativo o giusdiziale).

Ciò premesso, il Tribunale precisa che la causa di esclusione non si applica quando l’operatore economico ha ottemperato ai suoi obblighi pagando o impegnandosi in modo vincolante (rectius rateizzazione) a pagare le imposte o i contributi previdenziali dovuti, compresi eventuali interessi o multe, purché il pagamento o l’impegno siano stati formalizzati prima della scadenza del termine per la presentazione delle domande.

Tale principio si rinviene dalla stessa Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato la quale ha chiarito che ai fini della partecipazione alla gara, entro la scadenza del termine di presentazione della domanda di partecipazione, il concorrente deve avere conseguito il provvedimento di accoglimento dell’istanza di rateizzazione o dilazione del debito tributario, non essendo invece sufficiente la sola presentazione dell’istanza (Cons. Stato, Ad.Plen., 5 giugno 2013, n. 15; cfr., ex multis: T.A.R. Veneto, Sez. I, 2 marzo 2020, n.204).

Infine il TAR Veneto bacchetta l’Ente Pubblico il quale a fronte della dichiarazione della concorrente in sede di partecipazione circa l’assenza di cause di esclusione ex art. 80 Codice Appalti, avrebbe dovuto, accortasi delle cartelle di pagamento, richiedere preventivamente i necessari chiarimenti  alla società, piuttosto che procedere tout court alla sua esclusione.

Situazioni del genere comportano necessariamente, una volta accolto il ricorso giudiziale, il subentro nel contratto da parte della società esclusa oppure, ove non possibile la prima soluzione, il risarcimento del danno a favore dell’operatore economico ingiustamente danneggiato dalle scelte della Stazione Appaltante.

Avv. Adriano Colomban

Scarica la Sentenza TAR Veneto del 07/12/2020 n.ro 1195

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