Discrezionalità tecnica della commissione per la valutazione dell’offerta di gara: come e quando può essere legittimamente sindacata?

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Decidendo su di un ricorso promosso dalla concorrente di una società aggiudicatrice in un appalto per la fornitura annuale di un sistema di medicazione, il TAR della Campania (sent. n. 4909 del 28/10/20) lo ha respinto sull’assunto che la commissione giudicatrice abbia competenza sull’idoneità dell’offerta e della attribuzione dei punteggi e che nell’esercizio degli stessi essa goda di ampia discrezionalità.

Contro tale principio generale e la sua applicazione processuale naufraga l’impugnativa della non aggiudicataria in quanto essa non riesce a superare – con l’unico motivo di gravame formulato, riferito al merito delle valutazioni di stretta competenza della commissione – l’ostacolo della cd. “prova di resistenza” ovvero che siano state adottate scelte tecniche abnormi.

Il principio è noto e costituisce un ostacolo di non poco momento per sottoporre a sindacato giurisdizionale (con ragionevoli chance di accoglimento) gli esiti di una procedura pubblica; esso ha il dichiarato scopo di frenare il ricorso al G.A. laddove non si sia in presenza di scelte che si allontanano da un paradigma oggettivo e/o logicamente supportato.

E tale dimostrazione, a carico del ricorrente, dovrà essere tanto forte quanto evidente atteso che come chiarito infra dal Consiglio di Stato essa dovrà essere rappresentativa delle abnormità delle scelte. Anche, vogliamo aggiungere, in modo tale che il giudice amministrativo – a fronte di censure tecniche ed in particolar modo laddove queste siano numerose e particolarmente complesse circa la qualità tecnica dell’offerta dell’aggiudicataria – ne abbia contezza già ad un sommario, essenziale esame potendole ritenere idonee a superare detta prova (di resistenza). Allontanando così anche il rischio di una declaratoria di inammissibilità dell’impugnativa sulla scorta della (errata ed illegittima ma rinvenibile in alcune decisioni) ritenuta impossibilità di esercitare un sindacato sostitutivo sull’esercizio dell’attività valutativa da parte della commissione giudicatrice di gara (si veda in tal senso l’art. 134 codice del processo amministrativo e Cons. Stato, Ad. Plen. del 28 settembre 2018 n. 15).

Tanto che nella pronuncia in parola il Giudice campano esordisce così nella parte motiva del provvedimento “Osserva il Collegio, in linea generale, che la valutazione di idoneità delle offerte, come l’attribuzione dei punteggi, rientra nell’ampia discrezionalità tecnica riconosciuta alla commissione giudicatrice, organo tecnico competente, per cui, fatto salvo il limite della abnormità della scelta tecnica operata, per come risultante dagli atti di gara e di causa, di norma devono ritenersi inammissibili le censure che impingono nel merito di valutazioni per loro natura opinabili (cfr. Cons. di Stato, III, n. 330/2020).

Più puntualmente, il Consiglio di Stato ha precisato che, a fronte di censure circa la qualità tecnica dell’offerta dell’aggiudicataria, in astratto idonee a superare la c.d. prova di resistenza, e tanto più, aggiunge il Collegio, ove prospettanti la doverosità della sua esclusione, ferma l’impossibilità di esercitare un sindacato sostitutivo, i limiti del sindacato giurisdizionale si fermano ad un “sommario, essenziale, esame delle stesse”, dal quale “si evinca motivatamente che dette censure non disvelano un’abnormità della valutazione, del tutto illogica e/o parziale, o un manifesto travisamento di fatto” (cfr. Cons. di Stato, VI, n. 6753/2019)”.

Con ciò significando che in assenza di tale evidenza, da riferire tra l’altro complessivamente all’oggetto di gara e non a singoli componenti della stessa, il giudizio andrà a chiudersi quasi certamente con una pronuncia di inammissibilità.

In applicazione delle suesposte coordinate ermeneutiche il Collegio ha quindi ritenuto che i rilievi sollevati dalla ricorrente non fossero idonei a superare la valutazione tecnica operata dalla commissione giudicatrice, in quanto non rappresentativi della richiesta abnormità o illogicità della valutazione.

Avv. Stefano Verità

Riferimenti giurisprudenziali:

TAR Campania sez. V, n. 4909/2020

Cons. stato sez. III, n. 330/2020

Cons. stato sez. VI, n. 6753/2019

Cons. stato, sez. III, n. 4865/2019

Riferimenti normativi:

art. 134 c.p.a.

D.Lgs. n. 50/2016

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