Il Codice degli Appalti nel cd. Decreto Semplificazioni

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[DL 16/07/2020, n. 76]

Vengono innanzitutto prese in considerazione nel Decreto tutte le procedure di affidamento di lavori, servizi, forniture e servizi tecnici per l’ingegneria e l’architettura la cui determina di indizione (oppure determina a contrarre) sia adottata entro il 31 luglio 2021.

Occorre inoltre significare che oltre al termine d’applicazione temporalmente definito, viene previsto per la Stazione Appaltante anche il termine massimo per l’individuazione del contraente o l’aggiudicatario definitivo nelle procedure sottosoglia comunitaria[1], ovvero 2 (due) mesi in relazione agli affidamenti diretti e 4 (quattro) mesi nel caso di procedure negoziate (in relazione alla riclassificazione delle soglie vedere più avanti). Per quanto riguarda invece le procedure sopra soglia il termine massimo previsto è di 6 (sei) mesi.

Significativo il fatto che il mancato rispetto dei predetti termini (2, 4 o 6 mesi) comporti una possibile responsabilità (erariale) del Responsabile Unico del Procedimento oppure, se imputabile la responsabilità in capo all’operatore economico, addirittura la risoluzione del contratto per inadempimento (evidentemente con tutte le problematiche sottese alla segnalazione ad ANAC).

Non è chiaro però, e forse su questo si aprono margini di difesa nel caso di diatriba sul punto, quale sia la corretta individuazione del termine iniziale (cd. dies a quo) per il computo dei 2, 4 o 6 mesi massimi. Problematiche ad esempio si potrebbero individuare nel caso di procedure negoziate se precedute da una indagine di mercato o invito a rilasciare una manifestazione di interesse, casistiche nelle quali non è per nulla scontata la facilità di individuazione del termine iniziale (ovvero del provvedimento amministrativo da cui far decorrere il termine massimo di conclusione delle operazioni di gara) in quanto previste tutta una serie di attività prodromiche.

Novità in relazione alle procedure sotto soglia[2].

Prevede il Decreto:

  • Fino a 150.000 € affidamenti diretti di lavori, servizi e forniture[3],
  • Procedura negoziata a invito (almeno 5 operatori) per servizi e forniture di importo pari o superiore a 150.000 € e fino alla soglia comunitaria[4], ovvero attualmente € 214.000.
  • Procedura negoziata per l’affidamento di lavori di importo pari o superiore a 150.000 € ma inferiore a 350.000 € previa consultazione di almeno 5 operatori economici,
  • Procedura negoziata per l’affidamento di lavori di importo pari o superiore a 350.000 € ma inferiore a 1.000.000 € previa consultazione di almeno 10 operatori economici,
  • Procedura negoziata per l’affidamento di lavori di importo pari o superiore a 1.000.000 € ma fino alla soglia di cui all’articolo 35 Codice Appalti (€ 5.350.000) € previa consultazione di almeno 15 operatori economici.

NB. Per i servizi tecnici per l’ingegneria e l’architettura (SIA) si procede con affidamento diretto sino a 150.000 € tenendo presente che tra i 40.000 € e i 100.000 € rimane obbligatoria la necessità di individuare l’operatore economico tramite il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa seppure non più obbligatoria la procedura negoziata. Mentre tra i 150.000 € e la soglia comunitaria (€ 214.000) non si applica più la procedura ordinaria ma quella negoziata sempre con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Segue: i criteri di aggiudicazione

Sempre in relazione all’aggiudicazione dei contratti pubblici sottosoglia, i criteri di aggiudicazione (prezzo più basso e offerta economicamente più vantaggiosa) restano alternativi non presentando il Decreto una preferenza per l’uno o per l’altro. È solo prevista sempre l’esclusione automatica nel caso di aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso in relazione alle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia individuata ai sensi dell’articolo 97, commi 2, 2-bis e 2-ter, del decreto legislativo n. 50 del 2016 (Codice Appalti), anche qualora il numero delle offerte ammesse sia pari o superiore a cinque.

Segue: garanzie provvisorie

Con riguardo ancora alle procedure sottosoglia l’articolo 1 comma 4 del Decreto qui in commento prevede che per le modalità di affidamento la stazione appaltante non richiede le garanzie provvisorie di cui all’articolo 93 del decreto legislativo n. 50 del 2016, salvo che, in considerazione della tipologia e specificità della singola procedura, ricorrano particolari esigenze che ne giustifichino la richiesta, che la stazione appaltante indica nell’avviso di indizione della gara o in altro atto equivalente. Nel caso in cui sia richiesta la garanzia provvisoria, il relativo ammontare è dimezzato.

Per le procedure sopra soglia

L’articolo 2 del Decreto Semplificazioni è intitolato “Procedure per l’incentivazione degli investimenti pubblici in relazione all’aggiudicazione dei contratti pubblici sopra soglia”.

Come detto, i termini massimi per arrivare alla aggiudicazione sono di 6 mesi dalla determina di indizione della procedura e sempre con la previsione di una possibile responsabilità del RUP nel caso di ritardo nell’individuazione del contraente o di risoluzione contrattuale nel caso di responsabilità attribuibile all’operatore economico.

Le stazioni appaltanti procedono all’affidamento delle attività di esecuzione di lavori, servizi e forniture nonché dei servizi di ingegneria e architettura, inclusa l’attività di progettazione, di importo pari o superiore alle soglie comunitarie, mediante la procedura aperta, ristretta o, previa motivazione sulla sussistenza dei presupposti previsti dalla legge, della procedura competitiva con negoziazione di cui agli articoli 61 e 62 del Codice dei contratti, per i settori ordinari, e di cui agli articoli 123 e 124, per i settori speciali.

In ogni caso è possibile procedere con la consegna dei lavori in via d’urgenza o con l’esecuzione del contratto, nel caso di servizi e forniture, sempre in via d’urgenza e con termini ridotti secondo quanto previsto dall’articolo 8 comma 1 lettera c) [5] del Decreto qui in commento.

[Si apre qui una breve parentesi e preme evidenziare, a questo punto, quanto previsto dall’articolo 4 del Decreto Semplificazioni il quale integra il comma 8 dell’articolo 32 del Codice Appalti, che quindi oggi assume la seguente formulazione (evidenziate le modifiche):

8.  Divenuta efficace l’aggiudicazione, e fatto salvo l’esercizio dei poteri di autotutela nei casi consentiti dalle norme vigenti, la stipulazione del contratto di appalto o di concessione deve avere luogo entro i successivi sessanta giorni, salvo diverso termine previsto nel bando o nell’invito ad offrire, ovvero l’ipotesi di differimento espressamente concordata con l’aggiudicatario, purché comunque giustificata dall’interesse alla sollecita esecuzione del contratto. La mancata stipulazione del contratto nel termine previsto deve essere motivata con specifico riferimento all’interesse della stazione appaltante e a quello nazionale alla sollecita esecuzione del contratto e viene valutata ai fini della responsabilità erariale e disciplinare del dirigente preposto. Non costituisce giustificazione adeguata per la mancata stipulazione del contratto nel termine previsto, salvo quanto previsto dai commi 9 e 11, la pendenza di un ricorso giurisdizionale, nel cui ambito non sia stata disposta o inibita la stipulazione del contratto. Le stazioni appaltanti hanno facoltà di stipulare contratti di assicurazione della propria responsabilità civile derivante dalla conclusione del contratto e dalla prosecuzione o sospensione della sua esecuzione. Se la stipulazione del contratto non avviene nel termine fissato, l’aggiudicatario può, mediante atto notificato alla stazione appaltante, sciogliersi da ogni vincolo o recedere dal contratto. All’aggiudicatario non spetta alcun indennizzo, salvo il rimborso delle spese contrattuali documentate. Nel caso di lavori, se è intervenuta la consegna dei lavori in via di urgenza e nel caso di servizi e forniture, se si è dato avvio all’esecuzione del contratto in via d’urgenza, l’aggiudicatario ha diritto al rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione dei lavori ordinati dal direttore lavori, ivi comprese quelle per opere provvisionali. Nel caso di servizi e forniture, se si è dato avvio all’esecuzione del contratto in via d’urgenza, l’aggiudicatario ha diritto al rimborso delle spese sostenute per le prestazioni espletate su ordine del direttore dell’esecuzione. L’esecuzione d’urgenza di cui al presente comma è ammessa esclusivamente nelle ipotesi di eventi oggettivamente imprevedibili, per ovviare a situazioni di pericolo per persone, animali o cose, ovvero per l’igiene e la salute pubblica, ovvero per il patrimonio, storico, artistico, culturale ovvero nei casi in cui la mancata esecuzione immediata della prestazione dedotta nella gara determinerebbe un grave danno all’interesse pubblico che è destinata a soddisfare, ivi compresa la perdita di finanziamenti comunitari.

Di interesse l’obbligatorietà alla stipulazione da parte della Amministrazione del contratto anche in ipotesi di contenzioso (quando ad esempio venga impugnata l’aggiudicazione da un altro concorrente). È rilevante la modifica in quanto la Stazione Appaltante in molti casi omette la stipula del contratto sino all’esito del giudizio di primo grado.

Si tratta dunque dell’inserimento di una sorta d’obbligo per il R.U.P. alla conclusione del contratto nei termini predefiniti dal Codice, anche in pendenza di ricorso giurisdizionale. Nella sostanza, a  dispetto del c.d. termine di “stand still” (sostanziale e processuale) che rimane formalmente in vigore, si disincentiva la S.A. ad attendere l’esito del giudizio di merito per la sottoscrizione del contratto.

La predetta norma va letta in combinato disposto con la modifica al comma 6 dell’articolo 120 del Codice del Processo Amministrativo, che ha sostanzialmente imposto che il procedimento giudiziale in materia di appalti pubblici debba “di norma” essere deciso all’esito dell’udienza cautelare e nel caso in cui non ricorrano i presupposti per una tale definizione, comunque il procedimento dovrà essere definito con sentenza in forma semplificata e con udienza da tenersi entro 45 giorni dal termine di costituzione delle parti convenute.

A ciò si aggiunge la successiva modifica alla disposizione di cui al comma 9 del medesimo articolo 120 del Codice del Processo Amministrativo, che stabilisce un ulteriore termine “super accelerato” per il deposito della sentenza che definisce il giudizio (non più 30 ma 15 giorni dall’udienza di discussione).

Occorre significare tuttavia che tali modifiche potrebbero andare a discapito del corretto accertamento dei fatti di causa da parte del giudice amministrativo stante l’unica volontà del legislatore di voler dare ulteriore celerità al processo (il quale, per inciso, risultava già connotato da velocità di definizione).

Proseguendo con la disamina in relazione alle procedure sopra soglia si sottolinea, infine, che per l’affidamento delle attività di esecuzione di lavori, servizi e forniture nonché dei servizi di ingegneria e architettura, inclusa l’attività di progettazione, di opere di importo sopra soglia  e, in particolare, per gli interventi nei settori dell’edilizia scolastica, universitaria, sanitaria e carceraria, dei trasporti e delle infrastrutture stradali, ferroviarie e idriche, la cui realizzazione è necessaria per il superamento della fase emergenziale o per far fronte agli effetti negativi, di natura sanitaria ed economica, derivanti dalle misure di contenimento e dall’emergenza sanitaria globale del COVID-19 e per i quali vi è una situazione di estrema urgenza tale da non consentire il rispetto dei termini, anche abbreviati, previsti dalle procedure ordinarie, le stazioni appaltanti procedono mediante la procedura negoziata di cui all’articolo 63 del Codice dei contratti, per i settori ordinari, e di cui all’articolo 125, per i settori speciali.

Fase esecutiva

Comma 1 articolo 5 Decreto Semplificazioni. Fino al 31 luglio 2021 viene innanzitutto prevista una deroga all’articolo 107 del Codice Appalti[6], con possibilità di sospensione volontaria o coattiva in relazione ai lavori per la realizzazione di opere pubbliche di importo pari o superiore alle soglie di cui all’articolo 35 del Codice Appalti[7]:

  • per cause previste da disposizioni di legge penale, dal codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nonché da vincoli inderogabili derivanti dall’appartenenza all’Unione europea;
  • per gravi ragioni di ordine pubblico, salute pubblica o dei soggetti coinvolti nella realizzazione delle opere, ivi incluse le misure adottate per contrastare l’emergenza sanitaria globale da COVID-19;
  • per gravi ragioni di ordine tecnico, idonee a incidere sulla realizzazione a regola d’arte dell’opera, in relazione alle modalità di superamento delle quali non vi è accordo tra le parti;
  • per gravi ragioni di pubblico interesse[8].

Il Comma 4 dell’articolo 5 del Decreto qui in commento prevede che nei casi di impedimento alla prosecuzione dei lavori da parte del medesimo soggetto (es crisi d’impresa) la Stazione Appaltante può dichiarare la risoluzione del contratto potendo proseguire in via diretta, dei soggetti indicati nella graduatoria dell’appalto, indire nuova procedura di affidamento, nomina di un commissario straordinario.

Le disposizioni del su citato comma 4 si applicano anche in caso di ritardo dell’avvio o dell’esecuzione dei lavori, non giustificato dalle esigenze descritte al comma 1, nella sua compiuta realizzazione per un numero di giorni pari o superiore a un decimo del tempo previsto o stabilito per la realizzazione dell’opera e, comunque, pari ad almeno trenta giorni per ogni anno previsto o stabilito per la  realizzazione dell’opera, da calcolarsi a decorrere dal 17/07/2020 (data di entrata in vigore del decreto Semplificazioni).

L’esigenza di celerità e continuità nei lavori ha indotto il legislatore a prevedere al comma 6 che salva l’esistenza di uno dei casi di sospensione di cui al comma 1, le parti non possono invocare l’inadempimento della controparte o di altri soggetti per sospendere l’esecuzione dei lavori di realizzazione dell’opera ovvero le prestazioni connesse alla tempestiva realizzazione dell’opera.

NDR. Viene da chiedersi se tale norma possa valere anche nel caso di forte ritardo nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione.

Sempre nell’ambito dei lavori, viene riconosciuto un SAL entro 15 giorni dall’entrata in vigore del Decreto stesso e a prescindere dagli accordi contrattuali.

Viene inoltre riconosciuto, nel primo SAL utile, il rimborso dei maggiori costi sostenuti dalle imprese per l’adeguamento alle misure di sicurezza.

Viene riconosciuto un periodo di proroga alle imprese per l’adeguamento alle misure di contenimento che vengono, dunque, ricondotte alla “causa di forza maggiore” di cui all’art. 107 del Codice dei contratti pubblici[9].

Comitato Esecutivo

Sempre allo scopo di “semplificare” le decisioni operative in corso d’esecuzione, il nuovo provvedimento prevede la costituzione di un Comitato consultivo in via obbligatoria per ogni S.A. prima dell’avvio dell’esecuzione dell’opera (e comunque non oltre 10 giorni prima dell’avvio dei lavori) e, per i contratti già in esecuzione, è altresì prevista la sua nomina entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

I componenti del predetto Comitato variano da un minimo di 3 ad un massimo di 5 e debbono essere selezionati tra soggetti dotati di professionalità e comprovata esperienza e qualifica professionale.

Si prevede che la composizione possa essere rimessa alla scelta delle parti di comune accordo tra le parti (con proporzionalità d’elezione dei membri), ovvero in assenza di accordo, dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per le opere di interesse nazionale.

Lo stesso DL prevede che, nel caso in cui il Comitato consultivo decida (anche in caso di insolvenza o crisi dell’esecutore dei lavori) di risolvere in via preventiva il contratto, deve comunque intervenirsi secondo delle specifiche modalità:

  • esecuzione diretta dei lavori da parte della S.A., anche attraverso l’ausilio di ulteriori enti o società pubbliche;
  • interpello dei soggetti che avevano originariamente partecipato alla procedura (secondo la graduatoria finale);
  • indizione di una nuova procedura di affidamento;
  • nomina di un commissario straordinario, con possibile prosecuzione dell’opera mediante utilizzo dei dipendenti del precedente esecutore.

Antimafia

Viene prevista una modalità più rapida per l’effettuazione dei controlli antimafia sugli operatori economici, in quanto si procede (sempre sino al 31 luglio 2021) al rilascio di un’informativa liberatoria provvisoria attraverso la semplice consultazione della Banca dati nazionale unica anche nel caso di soggetti non censiti.

L’informativa “liberatoria” consente l’immediata stipula del contratto, salvo le eventuali ulteriori verifiche da effettuarsi entro i successivi 30 giorni; nel caso in cui emergano successivamente delle cause interdittive, ai sensi del DL 159/2011, viene quindi previsto il recesso immediato dal contratto (fatto salvo il pagamento dei lavori/opere già eseguite).

Una nuova causa di esclusione dalle gare

Si tratta di una modifica dal carattere definitivo, e NON temporaneo come per le altre ad ora analizzate. Con la modifica introdotta all’articolo 80, commi 1, 4 e 5 del Codice dei contratti è prevista la facoltà della stazione appaltante di poter escludere un operatore economico se la stazione appaltante è a conoscenza e può adeguatamente dimostrare che lo stesso non abbia ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati qualora tale mancato pagamento costituisca una grave violazione ai sensi rispettivamente del secondo o del quarto periodo del comma 4 del citato articolo 80 del Codice dei contratti.

La nuova causa d’esclusione non si applica quando l’operatore economico ha ottemperato ai suoi obblighi pagando o impegnandosi in modo vincolante a pagare le imposte o i contributi previdenziali dovuti, compresi eventuali interessi o multe, ovvero quando il debito tributario o previdenziale sia comunque integralmente estinto, purché l’estinzione, il pagamento o l’impegno si siano perfezionati anteriormente alla scadenza del termine per la presentazione delle domande.

Ciò significa che la comminatoria d’esclusione può essere applicata anche nel caso di irregolarità contributive non definitivamente accertate.

Si prevede un solo limite per ciò che concerne la “rilevanza” della fattispecie, in quanto potrà intendersi “grave violazione” solamente un’irregolarità fiscale o contributiva pari ad almeno 5.000 euro.

Infine, con il comma 7 dell’articolo 8 del Decreto Semplificazioni, è prorogata sino al 31 dicembre 2021 la sospensione dell’obbligo di servirsi di centrali di committenza. Con il comma 5 del medesimo articolo 8 vengono introdotte alcune modifiche definitive all’articolo 38 Codice Appalti (Qualificazione delle stazioni appaltanti e centrali di committenza) ed, in particolare, viene inserito tra i requisiti delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza anche quella relativa alla “disponibilità di piattaforme telematiche nella gestione di procedure di gara”.

La consuetudine del commissariamento

Una disposizione a parte viene inserita all’art. 9 del DL e prevede la regolazione degli interventi infrastrutturali che presentano un “elevato grado di complessità progettuale, difficoltà esecutiva o attuativa, complessità delle procedure tecnico – amministrative, ovvero che comportino un rilevante impatto socio – economico”, per cui si rende necessaria la nomina di uno o più Commissari straordinari.

E’ prevista la possibilità del Presidente del Consiglio dei Ministri di individuare con proprio decreto gli interventi infrastrutturali caratterizzati da un elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa, da complessità delle procedure tecnico – amministrative ovvero che comportano un rilevante impatto sul tessuto socio – economico a livello nazionale, regionale o locale, per la cui realizzazione o completamento si rende necessario la nomina di uno o più Commissari straordinari.

Si prevede che il Commissario incaricato possa “esclusivamente” operare in deroga alle disposizioni del Codice dei contratti pubblici, fatti salvi gli art. 30 (principi generali in materia di aggiudicazioni), l’art. 34 (criteri ambientali minimi), art. 42 (conflitto d’interesse), nonché l’applicazione norme antimafia.

Tra i “contro” di tale previsione, vi è il fatto che la “normalizzazione del commissariamento” rischia di mettere a repentaglio il rispetto dei principi generali (primo fra tutti quello di massima concorrenza) su cui si fonda la disciplina dei contratti pubblici.

Considerazioni finali

Il DL semplificazioni entra in vigore con lo scopo (ampiamente evidenziato dal Governo) di voler imprimere una decisa accelerazione agli affidamenti pubblici.

Tuttavia, le norme analizzate non possono ritenersi alla stregua di una vera e propria riforma “organica”, dovendosi invece considerare come circoscritti e mirati interventi su alcune specifiche disposizioni del Codice degli appalti (affidamenti diretti, soglie comunitarie, accelerazione della conclusione dell’affidamenti, responsabilità RUP etc.).

Il risultato lascia francamente perplessi, dal momento che – a parere dello scrivente – non si incide su istituti (si pensi ad esempio alle disposizioni inerenti alla fase esecutiva in materia di lavori pubblici) – che potrebbero realmente determinare una maggiore semplificazione dei controlli e sburocratizzazione nella realizzazione delle opere e per cui si attende ancora l’entrata in vigore del Regolamento d’esecuzione al Codice.

Al contrario, si tenta di “semplificare” attraverso una marcata riduzione dei controlli o attraverso la creazione di organismi terzi (come il comitato esecutivo), che potrebbero in realtà rivelarsi un ulteriore onere a carico delle S.A.

Da ultimo, il decreto vuole incidere sulla struttura del processo in materia di appalti, cercando di modificare un giudizio che sinora ha garantito un giusto equilibrio tra esigenze di natura cautelare (valutate dal giudice all’esito della c.d. “udienza di sospensiva”) e la puntuale definizione del merito della causa (che comunque avviene in tempi decisamente più rapidi rispetto a quelli del processo civile).

Non ci resta dunque che aspettare la concreta applicazione delle norme anzidette, per verificare se si tratterà di effettiva “semplificazione”.

Avv. Adriano Colomban

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[1] L’articolo 35 del Codice Appalti è intitolato Soglie di rilevanza comunitaria e metodi di calcolo del valore stimato degli appalti. Così prevede al comma 1:

Ai fini dell’applicazione del presente codice, le soglie di rilevanza comunitaria sono:

a) euro 5.225.000 (ndr. ora 5.350.000) per gli appalti pubblici di lavori e per le concessioni;

b) euro 135.000 (ndr. ora 139.000) per gli appalti pubblici di forniture, di servizi e per i concorsi pubblici di progettazione aggiudicati dalle amministrazioni aggiudicatrici che sono autorità governative centrali indicate nell’allegato III; se gli appalti pubblici di forniture sono aggiudicati da amministrazioni aggiudicatrici operanti nel settore della difesa, questa soglia si applica solo agli appalti concernenti i prodotti menzionati nell’allegato VIII;

c) euro 209.000 (ndr. ora 214.000) per gli appalti pubblici di forniture, di servizi e per i concorsi pubblici di progettazione aggiudicati da amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali; tale soglia si applica anche agli appalti pubblici di forniture aggiudicati dalle autorità governative centrali che operano nel settore della difesa, allorché tali appalti concernono prodotti non menzionati nell’allegato VIII;

d) euro 750.000 per gli appalti di servizi sociali e di altri servizi specifici elencati all’allegato IX.

2. Nei settori speciali, le soglie di rilevanza comunitaria sono:

a) euro 5.225.000 per gli appalti di lavori;

b) euro 418.000 per gli appalti di forniture, di servizi e per i concorsi pubblici di progettazione;

c) euro 1.000.000 per i contratti di servizi, per i servizi sociali e altri servizi specifici elencati all’allegato IX.

NB. Le soglie sopra indicate risultano implicitamente modificate prima da regolamenti CE del 18/12/2017 e da ultimo sempre dai regolamenti CE del 30/12/2019 n.ri 1827, 1828, 1829, 1830

[2] Per le soglie comunitarie vedi precedente nota a piè pagina.

[3] Prima della vigenza del presente Decreto, l’articolo 36, comma 2 lett. a), consentiva l’affidamento diretto entro i 40.000 mila euro.

[4] Vedi precedente nota a piè pagina n.ro 1.

[5]  È previsto altresì dall’articolo 8 comma 1 del Decreto Semplificazioni che: (I) venga sempre autorizzata la consegna dei lavori in via di urgenza, e (II) nel caso di servizi e forniture, l’esecuzione del contratto in via d’urgenza (sembrerebbe una deroga ai motivi d’urgenza di cui al comma 8 dell’articolo 32 del Codice Appalti che prevede una esecuzione d’urgenza solo in ipotesi oggettivamente imprevedibili, per ovviare a situazioni di pericolo, ovvero per l’igiene e la salute pubblica ovvero per il patrimonio storico, artistico, culturale, o nei casi di possibile danno all’interesse pubblico), (III) le stazioni appaltanti possono prevedere, a pena di esclusione dalla procedura, l’obbligo per l’operatore economico di procedere alla visita dei luoghi, nonché alla consultazione sul posto dei documenti di gara, (IV) al fine di accelerare la realizzazione delle infrastrutture autostradali relative a una o più regioni, l’affidamento in house delle concessioni autostradali, (V) le procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture possano essere avviate anche in mancanza di una specifica previsione nei documenti di programmazione di cui all’articolo 21 del Codice dei contratti.

[6] L’articolo 107 è intitolato “sospensione” e prevede in tutti i casi in cui ricorrono circostanze speciali che impediscono la prosecuzione di lavori secondo la regola dell’arte la possibilità di sospensione dell’esecuzione del contratto da parte del direttore dei lavori (comma 1), del RUP (comma 2), per cause di forza maggiore o imprevedibili (comma 4).

[7] Vedi precedente nota a piè pagina n.ro 1.

[8] Certo è che l’indeterminatezza delle ragioni di “pubblico interesse” potrebbe comportare problemi di ordine interpretativo; ad ogni modo è previsto che la sospensione debba essere disposta dal R.U.P., ma previo parere e determinazione di un apposito Comitato consultivo tecnico, che deve pronunciarsi sulle modalità (ed eventuali modifiche necessarie da apportare all’opera) ai fini della concreta prosecuzione dei lavori. La costituzione di un Comitato consultivo viene indicata come obbligatoria per ogni S.A. prima dell’avvio dell’esecuzione dell’opera (e comunque non oltre 10 giorni prima dell’avvio dei lavori) e, per i contratti già in esecuzione, è altresì prevista la sua nomina entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

[9] Vedi precedente nota piè pagina n.ro 6.