Nuova sospensione: procedimenti e ricorsi al TAR

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La persistenza della emergenza sanitaria ha portato il Governo ad adottare in data 08 aprile 2020 un nuovo decreto legge.  Tale ultimo intervento, D.L. n. 23/20 (G.U. 08.04.2020 n. 94), è di ampio respiro e tra le misure previste vi è anche quella dell’ulteriore slittamento dei termini processuali per la proposizione di ricorsi al giudice amministrativo – seppure con alcune eccezioni – nonché dei termini nei procedimenti amministrativi e disciplinari.

Per quanto riguarda la sospensione dei termini per la notificazione del ricorso, questa è stata spostata dal 16 aprile al 3 maggio 2020, con la esclusione di quelli relativi ai procedimenti cautelari. Così dispone l’art. 36 del nuovo decreto legge, che testualmente recita “Nei giudizi disciplinati dal codice del processo amministrativo sono ulteriormente sospesi, dal 16 aprile al 3 maggio 2020 inclusi, esclusivamente i termini per la notificazione dei ricorsi, fermo restando quanto previsto dall’art. 54, comma 3 dello stesso codice“. Norma quest’ultima (art.  54) che sottrae alla sospensione feriale dei termini i procedimenti cautelari. La ragione di tale esenzione è chiara e ragionevole visto che risiede nella natura stessa della tutela cautelare ovvero nella necessità di una celere risposta alla relativa istanza avanzata. Tale peculiarità fa sì che essa sia ritenuta preminente rispetto alla garanzia della pienezza ed effettività del diritto alla difesa, assicurata con la odierna, seconda, sospensione straordinaria del termine per ricorrere.

Lo stesso articolo 36 non dispone peraltro una proroga uniforme per la giustizia civile, penale, contabile ed amministrativa. Per le prime il termine è sino al giorno 11 maggio e non il 3/5 come visto sopra.  

Per quanto invece diversamente attiene alla sospensione dei termini procedimentali, questa è assicurata dal successivo articolo 37 della decretazione di urgenza pubblicata ieri e prevede uno spostamento in avanti maggiore di quello ora visto sul piano processuale. Lo slittamento è infatti portato al 15 maggio 2020 e va a modificare quanto era già stato previsto dall’art. 103 del D.L. n. 18/2020 (c.d. Decreto “Cura Italia”).

In sostanza, il termine che originariamente sarebbe spirato il 15 aprile è spostato al 15 maggio 2020. Dal successivo 16 maggio ricominceranno quindi a decorrere i termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o di ufficio nonché i termini dei procedimenti disciplinari del personale delle amministrazioni.

Da notare che la attuale proroga al 15 maggio interessa solo i termini amministrativi di cui al primo e quinto comma dell’art. 103 del precedente decreto del 18 aprile scorso. Non gli altri, atteso che i commi 2, 3, 4 dell’art. 103 trattano rispettivamente: degli atti di assenso comunque denominati in scadenza tra il 31 gennaio ed il 15 aprile 2020, la cui validità è stata prorogata sino al 15 giugno 2020; dei termini previsti nei decreti emergenziali e nella normativa di attuazione; infine il quarto comma dei pagamenti della p.a., siano essi stipendi, emolumenti per prestazioni di lavoro, indennità, contributi o agevolazioni sia ai privati che alle persone giuridiche.

Si tratta quindi di ipotesi, in particolare quelle di cui ai commi 3 e 4, nelle quali non può trovare applicazione la proroga disposta con il nuovo decreto legge n. 23/20 atteso che il loro fine è quello della immediata efficacia delle misure ivi previste e non quello dilatorio perseguito con la proroga in esame.

Avv. Stefano Verità

Riferimenti normativi:

Artt. 36, 37 D.L. n. 23/2020 del 08.04.2020

Artt. 83, 103 D.L. n. 18/2020 del 17.03.2020 (c.d. Decreto “Cura Italia”)

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